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Informativa sulla privacy di UniNotes

Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026

Questa informativa spiega quali dati personali entrano in gioco quando usi UniNotes, l'app per studenti universitari disponibile per Windows, macOS, Android e iOS, dove finiscono e chi ne risponde. È resa ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (di seguito «GDPR») e del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003, come modificato dal D.Lgs. 101/2018). Vale per la versione 2026.9 dell'app e per le successive, finché non viene sostituita da una versione più recente di questo documento.

Le regole d'uso dell'app sono nei Termini e condizioni d'uso. Il codice sorgente è pubblico su https://github.com/Simo-Magnus/UniNotes: tutto ciò che è scritto qui si può verificare leggendolo.

In breve

UniNotes non richiede un account, non ha un server dello sviluppatore e non contiene strumenti di statistica d'uso, pubblicità o invio automatico di segnalazioni di errore. Quello che inserisci, registri o importi resta sul tuo dispositivo.

L'app si collega a internet in pochi casi precisi: per scaricare il database pubblico dei corsi da GitHub, per scaricare i modelli di trascrizione e, se colleghi il tuo account, per sincronizzare i file con OneDrive o Google Drive o per scrivere le prove nel calendario. In questi casi i dati viaggiano direttamente tra il tuo dispositivo e il servizio, senza passare dallo sviluppatore.

Con ChatGPT, Claude, Gemini e gli altri assistenti di intelligenza artificiale l'app non dialoga. Copia negli appunti il testo della richiesta e apre il sito o l'app del servizio: che cosa allegare e inviare lo decidi tu, in quella chat.

Lo sviluppatore riceve dati che ti riguardano soltanto se gli scrivi, se apri una segnalazione su GitHub o se fai una donazione.

1. Titolare del trattamento e contatti

L'app è sviluppata e pubblicata da Simone Magnano, che su GitHub usa il nome Simo-Magnus (di seguito «lo sviluppatore»). Per qualsiasi domanda su questa informativa o sui tuoi dati puoi scrivere a uninotes-supporto@googlegroups.com.

Lo sviluppatore è titolare del trattamento solo per i dati descritti al paragrafo 10.2 (messaggi, segnalazioni, donazioni). Per i dati che restano sul tuo dispositivo e per quelli che invii ai servizi che colleghi non lo è, per le ragioni spiegate al paragrafo 10.1. Non è stato designato un responsabile della protezione dei dati: per un'attività di queste dimensioni, che non comporta il trattamento su larga scala di dati personali, il GDPR non lo richiede.

UniNotes è un progetto indipendente. Non è un servizio delle università né del Ministero dell'università e della ricerca, e non è affiliato a nessuno di essi.

2. Dati che restano sul dispositivo

Quasi tutto quello che l'app gestisce rimane sul dispositivo su cui lo hai inserito. Ecco che cosa, schermata per schermata.

L'app tiene anche due contatori locali, la data del primo avvio e il numero di aperture, che usa solo per decidere quando mostrare nella Home l'invito a lasciare una recensione o a sostenere il progetto. Restano nel database dell'app come tutto il resto.

Se qualcosa va storto, l'app lo annota in un registro degli errori, il file errori.log nella propria cartella di supporto (con la copia precedente errori.log.1, al massimo circa 1 MB in tutto): data e ora, il tipo di errore, il suo messaggio e il punto del codice in cui è avvenuto. Il messaggio può contenere il percorso o il nome di un file che stavi aprendo. Il registro non viene mai inviato a nessuno: serve a te, o a chi ti aiuta se decidi di mandarlo tu. Se il database dell'app risulta danneggiato, l'app non lo cancella: lo rinomina in university_manager.db.danneggiato-<data> accanto al nuovo, recupera quello che riesce a leggere e te lo segnala. «Elimina tutti i dati» cancella anche il registro e queste copie.

Dove si trovano i file

Su Windows il database, i libri, i materiali, gli allegati, i modelli Whisper e la copia locale del database dei corsi stanno nella cartella dei dati dell'app del tuo profilo utente (%APPDATA%\UniNotes). Registrazioni e appunti stanno in Documenti\UniNotes\Corsi; chi usava già la versione precedente dell'app con la cartella Documenti\University Notes\Corsi continua a usare quella. Se in Windows è attivo il backup delle cartelle con OneDrive, la cartella Documenti è copiata su OneDrive da Windows stesso, e con lei registrazioni e appunti, anche se in UniNotes non hai collegato OneDrive: lo controlli dalle impostazioni di OneDrive per desktop. Nella versione del Microsoft Store, Windows tiene i file della cartella dei dati dell'app nella cartella privata del pacchetto e la elimina quando disinstalli l'app.

Su macOS l'app gira nella sandbox di Apple e tiene tutto nel proprio contenitore, dentro ~/Library/Containers/.

Su Android e iOS i dati stanno nello spazio riservato all'app, che le altre app non possono leggere. Gli appunti sono nella sottocartella «Appunti» della cartella documenti dell'app.

L'app non cifra per conto suo il database né i file. La loro protezione dipende da quella del dispositivo: blocco dello schermo, cifratura del disco (BitLocker, FileVault, cifratura di Android e iOS) e account utente separati sul computer. Chi può usare il tuo dispositivo sbloccato, o la tua sessione di Windows o macOS, può vedere i dati dell'app.

3. Credenziali e chiavi

Quando colleghi OneDrive o Google Drive l'app conserva il token di accesso a lungo termine (refresh token) nell'archivio protetto del sistema operativo: il portachiavi (Keychain) su macOS e iOS, il Keystore di Android, l'archivio cifrato con chiave custodita in Gestione credenziali su Windows. La password del tuo account Microsoft o Google non passa mai dall'app: la scrivi solo nella pagina di accesso del fornitore, aperta nel browser.

Questi token non vengono inclusi nei backup dell'app (Esporta dati e cartella «Backup» nel cloud), non vengono esportati e non vengono sincronizzati. Su iPhone, iPad e Mac l'app le salva nel portachiavi come «solo su questo dispositivo»: possono trovarsi nei backup cifrati del dispositivo (iCloud o computer, tuoi e non accessibili allo sviluppatore), ma non passano a un altro iPhone, iPad o Mac ripristinato da quel backup, dove gli account vanno ricollegati.

Le versioni precedenti dell'app permettevano di salvare una chiave API personale di Google AI Studio per usare Gemini. La versione attuale non usa più questa modalità e non invia nulla a Gemini. Se avevi salvato una chiave, l'app la cancella dall'archivio protetto da sola, una volta, al primo avvio della versione attuale.

4. File temporanei

Alcune funzioni creano copie temporanee nella cartella temporanea del sistema:

Le cartelle «UniNotes AI» e «university_notes_reader» vengono svuotate a ogni avvio dell'app e con «Elimina tutti i dati». Le cartelle di lavoro con l'audio si cancellano da sole a fine lavoro; se l'app si è chiusa di colpo, vengono tolte all'avvio quando sono lì da più di 6 ore, e «Elimina tutti i dati» con la voce delle registrazioni le toglie tutte. Se un file è in uso in quel momento, la cancellazione viene ritentata all'avvio successivo.

Solo dove l'app non può collegarsi al calendario del sistema (paragrafo 6.8), per aggiungere una prova al calendario scrive un file .ics nella propria cartella «calendario» e lo apre con l'app di calendario del sistema.

5. Backup ed esportazioni

In Impostazioni → Esporta/importa dati puoi salvare i tuoi dati in un file e ripristinarli.

Esporta dati (.json) produce un file con corsi, eventi, esami e voti, sessioni di studio, libri, materiali, preferiti, note e impostazioni. Alcune impostazioni sono escluse di proposito perché riguardano la sicurezza o il singolo dispositivo: l'account OneDrive o Google collegato, la cartella scelta su OneDrive e Google Drive, l'ID dell'applicazione Microsoft, l'account del calendario del dispositivo, la cartella degli appunti, i percorsi dei programmi esterni, gli indirizzi personalizzati del database e l'identificativo dell'installazione. Le stesse impostazioni vengono ignorate quando ripristini un backup, così un file ricevuto da altri non può, per esempio, indirizzare l'app verso un server diverso.

Il file non contiene registrazioni, appunti o i file dei libri, né token o chiavi. Contiene comunque i tuoi dati personali: trattalo con la stessa cura che riserveresti ai tuoi documenti. I file esportati sono tuoi: dove salvarli, a chi darli e quando cancellarli lo decidi tu.

6. Quando l'app usa internet

L'app funziona senza connessione. Le connessioni descritte qui sotto avvengono solo nei casi indicati, sempre in HTTPS. L'unica eccezione è il ritorno dalla pagina di accesso di Microsoft o Google su computer, che usa un indirizzo http://localhost interno al dispositivo e non esce in rete.

In ogni connessione il servizio contattato riceve, come per qualsiasi sito web, alcuni dati tecnici: indirizzo IP, data e ora, tipo di client. Che cosa ne fa dipende dalla sua informativa.

6.1 Database pubblico dei corsi (GitHub)

Nell'app è incluso solo l'elenco degli atenei e dei corsi. Insegnamenti, libri, date d'esame e moduli di studio li scarica soltanto per l'ateneo che scegli (quando tocchi «Scarica il piano di studi») e li tiene sul dispositivo, anche senza connessione; se cambi ateneo, i dati del precedente si cancellano. Quando c'è connessione, all'avvio l'app scarica il file meta.json dal repository pubblico del progetto su GitHub (raw.githubusercontent.com) per sapere se esiste una versione più recente; se c'è, te lo propone con il pulsante «Aggiorna». Durante la scelta del corso, al download del piano e negli aggiornamenti l'app scarica i file del tuo ateneo (per esempio corsi/polito.json). Il nome del file richiesto rivela quindi a GitHub quale ateneo stai consultando, insieme all'indirizzo IP. Nessun altro dato viene inviato.

GitHub è un servizio di GitHub, Inc., società del gruppo Microsoft con sede negli Stati Uniti. Si applica la sua informativa sulla privacy.

In Impostazioni → Il mio percorso → «Indirizzo del database» puoi indicare un indirizzo diverso da cui scaricare i dati. In quel caso le richieste vanno al server che hai scelto, gestito da chi lo pubblica. L'app accetta solo indirizzi https:// (oppure http:// verso il computer stesso, per le prove).

6.2 Trascrizione locale con Whisper

La trascrizione con Whisper avviene interamente sul dispositivo: l'audio non viene inviato a nessuno. Servono però dei file da scaricare, e lo fai tu da Collegamenti → Whisper (salvo i due casi descritti sotto, nel testo dal vivo):

Su Mac, Android e iOS whisper.cpp è già incluso nell'app. Su Mac puoi installare a parte la versione di Homebrew: in quel caso l'installazione avviene fuori dall'app e segue le regole di Homebrew.

Se lavori con i dati mobili, ricorda che questi download possono consumare molto traffico.

Testo dal vivo durante la registrazione. Su Windows e sui Mac con una versione di macOS precedente alla 26 il testo che compare sullo schermo lo produce Parakeet (modello NVIDIA Parakeet TDT 0.6B v3, incluso nell'app), interamente sul dispositivo: l'audio non viene inviato a nessuno. Solo se i file del modello mancano (versioni costruite a mano) l'app li scarica da Hugging Face (circa 640 MB) alla prima registrazione o da Collegamenti → Whisper. Le frasi che Parakeet scrive in una lingua diversa da quella della lezione le ritrascrive, sempre sul dispositivo, il modello Whisper small (OpenAI, licenza MIT), anch'esso incluso nell'app per Windows e Mac: non serve scaricarlo. Sui Mac con macOS 26 o successivo il testo lo produce il riconoscitore vocale di Apple (SpeechAnalyzer), che riceve l'audio della registrazione e lavora sul Mac; l'app chiede il permesso del riconoscimento vocale la prima volta. Il modello della lingua lo scarica macOS dai server di Apple, una volta sola; finché non c'è, o se il riconoscitore non ha la lingua della lezione o si ferma, il testo lo fa Parakeet come sopra. Su iPhone, iPad e Android il testo lo produce il riconoscimento vocale del sistema operativo, che riceve l'audio della registrazione: su iPhone e iPad lavora sul dispositivo quando la lingua lo permette (da iOS 26 con il riconoscitore nuovo di Apple, il cui modello della lingua lo scarica il sistema), altrimenti passa dai servizi di Apple; su Android usa il riconoscitore del telefono, sul dispositivo dove c'è. Valgono le informative di Apple e Google. Dove il riconoscimento del sistema non c'è o si ferma, il testo dal vivo lo fa Whisper sul telefono, senza inviare l'audio a nessuno. In quel caso, se il telefono regge e l'opzione «Seconda passata con small mentre registri» di Collegamenti → Whisper è attiva (lo è all'inizio), il modello Whisper small ritrascrive sul telefono il testo già scritto per renderlo più preciso: l'app lo scarica da sola da Hugging Face (circa 181 MB), solo con il Wi‑Fi.

6.3 OneDrive e OneNote (facoltativo)

Da Collegamenti → OneDrive → «Accedi con Microsoft» si apre nel browser la pagina di accesso ufficiale di Microsoft (login.microsoftonline.com). L'app chiede questi permessi:

Solo su Windows, e solo se attivi Impostazioni → Calendario, l'app chiede anche Calendars.ReadWrite per scrivere le date delle prove nel tuo calendario Outlook (vedi il paragrafo 6.8). Questo accesso usa un token separato, conservato come quello di OneDrive.

Il permesso Files.ReadWrite consente tecnicamente l'accesso a tutto il tuo OneDrive. L'app lo usa per elencare le cartelle quando scegli dove sincronizzare e per leggere e scrivere nella cartella scelta (predefinita «UniNotes»). Lì tiene le sottocartelle «Dati», «Corsi» (registrazioni, trascrizioni, riassunti, appunti), «Libri», «Materiali», «Allegati», «Evidenziazioni» (le evidenziazioni dei PDF) e «Backup». In «Dati» ogni dispositivo collegato tiene il proprio registro dei dati dell'app (insegnamenti, esami e voti, Studio, libri e materiali, profilo e alcune scelte, come la posizione di lettura dei file, le notifiche e quale dispositivo scrive nel calendario), che serve a tenere uniti i dati fra i tuoi dispositivi: è un file JSON compresso, non cifrato. In «Backup» ogni dispositivo carica un backup JSON dei dati dell'app, con lo stesso contenuto descritto al paragrafo 5. Arrivano nell'app anche i file che metti nella cartella dal sito di OneDrive, da OneDrive per desktop o da altre app.

Puoi scegliere che cosa sincronizzare con le caselle della scheda; all'inizio sono tutte attive. Sul telefono, salvo diversa scelta, le registrazioni si sincronizzano solo con Wi‑Fi o rete via cavo. La sincronizzazione va nei due sensi e parte all'avvio, a intervalli regolari (ogni 10 minuti, modificabile), quando torni nell'app e quando torna la connessione. Continua anche in background: sul computer finché l'app è aperta, anche con la finestra nascosta; su Android al massimo ogni 15 minuti e solo con la rete, anche ad app chiusa; su iPhone e iPad quando lo decide il sistema, di solito qualche volta al giorno. Un file eliminato da una parte viene eliminato anche dall'altra: su OneDrive finisce nel cestino, sul dispositivo in una cartella nascosta dell'app.

La sezione OneNote, raggiungibile da Registra e da File, mostra blocchi appunti, sezioni e pagine recenti e apre le pagine. Il contenuto viene letto al momento e non viene salvato dall'app.

I file sincronizzati sono conservati da Microsoft secondo la sua informativa sulla privacy e il Contratto di Servizi Microsoft. Se usi l'account dell'università, i file finiscono nello spazio OneDrive gestito dall'ateneo e valgono anche le sue regole; in alcuni atenei il collegamento di app esterne richiede l'approvazione dell'amministratore. In quel caso l'app ti propone un testo da mandare al servizio informatico dell'ateneo, con il nome e l'ID dell'app, i permessi e un link alla pagina per gli amministratori del sito del progetto (simo-magnus.github.io/UniNotes/amministratori.html): lo copi o lo condividi tu, l'app non lo invia e non contiene dati che ti riguardano. Quella pagina non usa cookie (paragrafo 10.3).

6.4 Google Drive (facoltativo)

Google Drive è disponibile nelle versioni dell'app che includono l'identificativo client di Google. L'accesso avviene nella pagina ufficiale di Google (accounts.google.com). L'app chiede solo il permesso drive.file, che le consente di vedere e modificare soltanto i file e le cartelle creati da UniNotes (per esempio la cartella «UniNotes» e il suo contenuto) e i file che scegli tu con il selettore di Google («Importa da Drive»). Non vede gli altri file del tuo Google Drive. L'app usa questo permesso per creare la cartella di sincronizzazione, per leggere nome e indirizzo email dell'account e per leggere e scrivere nella cartella, con la stessa struttura e le stesse regole di sincronizzazione descritte per OneDrive. I file che metti nella cartella «UniNotes» dal sito di Drive o da altre app compaiono in UniNotes solo dopo averli importati con il selettore.

«Importa da Drive» apre nel browser una pagina del sito del progetto (simo-magnus.github.io/UniNotes/drive-picker.html) che mostra il selettore ufficiale di Google. L'app le passa il token di accesso temporaneo (valido circa un'ora, con lo stesso permesso drive.file) nella parte dell'indirizzo dopo il simbolo «#», che il browser non invia a nessun server: lo usa solo il selettore di Google nella pagina, che lo toglie subito dalla barra degli indirizzi. La pagina restituisce all'app solo gli identificativi dei file scelti. I file che stanno fuori dalla cartella «UniNotes» vengono copiati nella cartella dell'insegnamento che indichi, e l'originale resta dov'è. La pagina non ha statistiche né cookie propri; GitHub, che la ospita, riceve come per ogni sito l'indirizzo IP e i dati tecnici della richiesta.

Puoi anche far entrare file in UniNotes da altre app: «Condividi → UniNotes» su Android, «Apri in UniNotes» o il foglio di condivisione su iPhone e iPad, oppure il trascinamento sulla finestra sul computer. L'app copia il file nella cartella dell'insegnamento che scegli (o in «Da ordinare») dentro Materiali e, se hai collegato Google Drive o OneDrive, lo carica nella cartella «UniNotes». Dell'app che condivide legge solo i file che le passi tu.

I dati sono conservati da Google secondo le sue norme sulla privacy e i suoi termini di servizio.

6.5 Chi registra l'app presso Microsoft e Google

Per usare OneDrive e Google Drive lo sviluppatore ha registrato l'app presso Microsoft e Google. Questo non gli dà accesso ai tuoi file né ai tuoi token, che vengono rilasciati all'app sul tuo dispositivo. Le console di Microsoft e Google possono mostrare a chi ha registrato un'app statistiche aggregate, come il numero di richieste o di errori; lo sviluppatore non le usa per identificare gli utenti.

6.6 Assistenti di intelligenza artificiale

In Collegamenti → «AI di riferimento» (o al primo avvio) scegli il tuo assistente di riferimento tra ChatGPT, Claude, Microsoft Copilot, Perplexity, NotebookLM e Gemini. Nelle schermate Registra e Studio, i pulsanti come «Trascrivi con Gemini», «Riassumi con Gemini» o «Apri ChatGPT» fanno sempre la stessa cosa:

  1. copiano negli appunti di sistema il testo della richiesta (il «prompt»), che contiene il nome dell'insegnamento e i nomi dei file;
  2. aprono l'app dell'assistente sul telefono o il suo sito sul computer;
  3. ti mostrano i file da allegare. Sul computer puoi copiarli negli appunti come file o aprire la cartella che li contiene; sul telefono puoi condividerli con il menu di sistema.

L'app non invia nulla all'assistente. Allegare i file, incollare la richiesta e inviarla sono azioni che fai tu, nella chat del servizio, con il tuo account. Da quel momento i contenuti sono trattati dal fornitore (OpenAI, Anthropic, Microsoft, Perplexity o Google) secondo le sue condizioni e la sua informativa, compresa la possibilità che li conservi nella cronologia o li usi per migliorare i suoi modelli. Per Gemini e NotebookLM, per esempio, l'audio caricato resta nel tuo account Google finché non lo elimini.

Per «Trascrivi con Gemini» e «Riassumi con Gemini», quando torni in UniNotes con la finestra della richiesta ancora aperta l'app legge il testo presente negli appunti di sistema: se è la risposta copiata da Gemini (almeno 200 caratteri e diversa dalla richiesta) la salva come file nella cartella dell'insegnamento, con «Annulla» nell'avviso. Lo fa solo in quel momento e solo con quella finestra aperta.

6.7 Segnalazioni sul database

Nelle schermate Esami e Libri il pulsante per segnalare dati mancanti apre nel browser la pagina di GitHub per creare una nuova segnalazione (issue), con titolo e testo già compilati: ateneo, corso, insegnamento, anno. Questi dati compaiono nell'indirizzo della pagina, ma la segnalazione viene creata solo se la invii tu, dal tuo account GitHub. Le segnalazioni su GitHub sono pubbliche e mostrano il tuo nome utente.

6.8 Calendario

Se in Impostazioni → Calendario attivi «Scrivi le prove nel tuo calendario» (su Windows «Scrivi le prove nel calendario Outlook»), l'app scrive direttamente nel tuo calendario le prove ancora da sostenere e l'inizio delle sessioni d'esame del tuo corso (insegnamento, data, ora, luogo, argomenti e note) con i relativi promemoria, e li aggiorna o li cancella quando li modifichi. Gli eventi vanno nel calendario predefinito o in quello che scegli nella stessa schermata. Su Android, iPhone, iPad e Mac usa il calendario del dispositivo, con il permesso del sistema: se quel calendario è sincronizzato con un servizio online (Google Calendar, iCloud, Outlook), gli eventi finiscono anche lì, secondo le regole di quel servizio. Su Windows usa il calendario Outlook del tuo account Microsoft: in quel caso gli eventi vengono inviati a Microsoft Graph (graph.microsoft.com) sul tuo account, direttamente dal dispositivo. Se sincronizzi i dati fra più dispositivi, nel calendario di un account scrive uno solo di loro. Spegnendo l'interruttore l'app toglie i propri eventi; gli altri eventi del calendario non li modifica.

Se il calendario non si può usare (permesso negato, accesso scaduto), gli avvisi delle prove li manda l'app stessa come notifiche locali. Solo dove l'app non può collegarsi a un calendario del sistema, crea invece un file .ics con le prove (insegnamento, data, ora, luogo) e lo apre con l'app di calendario, che lo importa.

6.8.1 Notifiche

Gli avvisi delle prove, dell'inizio delle sessioni, dell'esito da registrare, della sessione Focus e delle pause, dei collegamenti da rinnovare e le eventuali richieste di recensione o di sostegno sono notifiche locali: l'app le pianifica sul dispositivo e le mostra il sistema, senza server e senza inviare nulla allo sviluppatore. Si attivano solo con il tuo consenso e ogni tipo si spegne da Impostazioni → Notifiche.

Alcuni pulsanti aprono pagine nel browser o in un'altra app: le pagine ufficiali dei calendari d'esame («Calendario ufficiale»), le pagine dei modelli Whisper, l'offerta di Google per gli studenti, il sito del progetto, le pagine degli store o di GitHub per lasciare una recensione o una stella e, solo nelle versioni che lo mostrano, la pagina «Sostieni il progetto». Anche i link presenti nei documenti aperti con il lettore si aprono nel browser quando li tocchi. L'app non aggiunge a questi indirizzi dati che ti riguardano. Il sito del progetto e la pagina delle donazioni sono pubblicati su GitHub Pages e non sono parte dell'app. Le loro visite sono contate in forma anonima (paragrafo 10.3).

7. Cosa l'app non fa

L'app non contiene librerie di analisi, statistiche d'uso, pubblicità, tracciamento o raccolta automatica dei crash. Non usa identificativi pubblicitari e non crea profili. Non accede a posizione, fotocamera, contatti, foto o video (su iPhone e iPad può solo aggiungere alle Foto un'immagine o un video quando scegli tu «Salva immagine» o «Salva video» dal menu Condividi). Al calendario accede solo se lo attivi in Impostazioni → Calendario, e solo per elencare i calendari tra cui scegliere e per scrivere, aggiornare e togliere i propri eventi. Non vende e non cede dati a nessuno, anche perché non li riceve.

8. Permessi del dispositivo

Android. Microfono (RECORD_AUDIO), richiesto la prima volta che registri. Servizio in primo piano per il microfono (FOREGROUND_SERVICE, FOREGROUND_SERVICE_MICROPHONE) e blocco della sospensione (WAKE_LOCK), che tengono attiva la registrazione a schermo spento: finché registri è visibile la notifica «Registrazione in corso» con il nome dell'insegnamento. Notifiche (POST_NOTIFICATIONS), richiesto da Android 13 in poi per mostrare quella notifica e, se le attivi, gli avvisi delle prove, con la vibrazione delle notifiche (VIBRATE, concesso senza richiesta). Sveglie e promemoria (SCHEDULE_EXACT_ALARM), per mandare gli avvisi delle prove all'ora esatta quando li manda l'app: si usa solo se lo consenti con il pulsante «Avvisi puntuali» in Impostazioni → Calendario, altrimenti gli avvisi possono arrivare con qualche minuto di ritardo. Accesso a Non disturbare (ACCESS_NOTIFICATION_POLICY), per attivare Non disturbare durante le sessioni Focus: solo se lo chiedi e lo concedi tu nelle impostazioni del sistema. Calendario (READ_CALENDAR, WRITE_CALENDAR), richiesto solo se attivi il calendario in Impostazioni → Calendario; con lui l'app legge (senza modificarla) l'impostazione di sincronizzazione automatica del telefono (READ_SYNC_SETTINGS, concesso senza richiesta), per avvisarti se le prove scritte non arriverebbero su Google Calendar. Se confermi l'account del calendario nella finestra del sistema che l'app ti propone una volta, UniNotes vede solo quell'account, e solo per chiedere al telefono di sincronizzare subito il calendario: oltre al nome dell'account, che conosce già dal calendario, nessun dato dell'account viene letto o inviato. Accesso a internet (INTERNET) e allo stato della rete (ACCESS_NETWORK_STATE), quest'ultimo per sapere quando torna la connessione e se sei su Wi‑Fi. RECEIVE_BOOT_COMPLETED serve solo a ripianificare dopo il riavvio del telefono gli avvisi delle prove e, se hai collegato OneDrive o Google Drive, la sincronizzazione in background. Lettura dei file del telefono (READ_EXTERNAL_STORAGE, fino ad Android 12) e dei file audio (READ_MEDIA_AUDIO, da Android 13), chiesti solo se apri un file che sta fuori dalle cartelle dell'app, per esempio dal percorso originale di un libro che hai scritto a mano. L'app non chiede l'accesso a foto e video. Il backup automatico di Android è disattivato (allowBackup="false"): i dati dell'app non vengono copiati su Google Drive né trasferiti a un nuovo telefono.

iOS. Microfono, con la spiegazione mostrata dal sistema alla prima richiesta, e la modalità audio in background per continuare a registrare quando l'app non è in primo piano. Il sistema mostra l'indicatore del microfono. Riconoscimento vocale, chiesto la prima volta che registri, per il testo dal vivo (paragrafo 6.2). Notifiche e calendario, chiesti solo quando li attivi. Aggiunta alle Foto, chiesta solo se scegli «Salva immagine» o «Salva video» dal menu Condividi. Aggiornamento in background, che il sistema usa quando vuole per sincronizzare con OneDrive o Google Drive, se li hai collegati; lo spegni in Impostazioni di iOS → Generali → Aggiorna app in background.

macOS. L'app è in sandbox con questi diritti: microfono, calendario (usato solo se lo attivi in Impostazioni → Calendario, con la richiesta del sistema), connessioni di rete in uscita, ascolto su localhost per completare l'accesso a Microsoft e Google, lettura e scrittura dei soli file che scegli tu. Su macOS 26 o successivo chiede anche il permesso del riconoscimento vocale, la prima volta che registri (paragrafo 6.2).

Windows. Non c'è un sistema di permessi per singola app, ma il microfono deve essere consentito alle app desktop in Impostazioni di Windows → Privacy e sicurezza → Microfono. Chiudendo la finestra mentre registri, l'app resta nell'area di notifica e continua a registrare.

Su tutte le piattaforme l'app apre solo i file che scegli con la finestra di sistema, che trascini nella finestra, che le passi da un'altra app o il cui percorso scrivi tu, oltre a quelli che si trovano nelle sue cartelle.

9. Registrazioni delle lezioni e dati di altre persone

Una registrazione contiene la voce del docente e spesso quella di compagni che fanno domande. La voce è un dato personale e la lezione può essere tutelata come opera dell'ingegno anche quando è orale (legge 633/1941 sul diritto d'autore).

Registrare una lezione per il proprio studio personale è in genere lecito, ma molti atenei hanno regolamenti che chiedono l'autorizzazione del docente: informati e, se serve, chiedila prima di iniziare. Diffondere la registrazione, anche solo in un gruppo di corso o su un servizio di condivisione, richiede il consenso delle persone registrate.

Finché usi registrazioni e trascrizioni per il tuo studio personale, il trattamento rientra di norma nelle attività a carattere esclusivamente personale o domestico, a cui il GDPR non si applica (articolo 2, paragrafo 2, lettera c). Se le condividi, le pubblichi o le carichi su un servizio di terzi, ne rispondi tu. Prima di sincronizzare una registrazione su OneDrive o Google Drive, o di caricarla su Gemini, NotebookLM o un altro assistente, considera che stai consegnando a quel fornitore anche la voce di altre persone.

L'app non ascolta e non registra nulla se non hai premuto il pulsante di registrazione. Puoi mettere in pausa, riprendere o annullare la registrazione; annullandola, il file viene cancellato.

10. Chi tratta i dati e su quale base giuridica

10.1 Dati sul dispositivo e servizi che colleghi

Lo sviluppatore non raccoglie, non riceve e non può consultare i dati che inserisci nell'app o che sincronizzi con i tuoi account. Per questi dati non è né titolare né responsabile del trattamento: il trattamento avviene sul tuo dispositivo, sotto il tuo controllo, e lo strumento che usi è un software che hai installato.

Quando colleghi OneDrive o Google Drive, quando usi un assistente AI o quando il riconoscimento vocale del sistema passa dai servizi del fornitore, il rapporto è diretto tra te e il fornitore: Microsoft, Google, Apple, OpenAI, Anthropic, Perplexity. Ciascuno tratta i dati come titolare autonomo, secondo le proprie condizioni, e lo sviluppatore non è parte di quel rapporto. Lo stesso vale per GitHub e Hugging Face quando l'app scarica da loro il database o i modelli.

10.2 Dati trattati dallo sviluppatore

Lo sviluppatore è titolare del trattamento nei seguenti casi.

Se gli scrivi all'indirizzo email indicato: tratta il tuo indirizzo, il nome che usi e quello che scrivi, per risponderti e, se segnali un problema, per correggere l'app o il database. La base giuridica è la gestione della tua richiesta nell'ambito del rapporto d'uso dell'app (articolo 6, paragrafo 1, lettera b del GDPR) e il legittimo interesse dello sviluppatore a mantenere l'app funzionante e corretta (lettera f). I messaggi sono conservati per il tempo necessario a gestire la richiesta e comunque non oltre 24 mesi dall'ultimo scambio, salvo che servano per tutelare un diritto in giudizio. La casella di posta è gestita da un fornitore di servizi email, che tratta i messaggi per conto dello sviluppatore o secondo le proprie condizioni.

Se apri una segnalazione o scrivi un commento su GitHub: quello che pubblichi è visibile a tutti ed è trattato da GitHub secondo le sue condizioni. Lo sviluppatore lo legge, risponde e lo usa per correggere l'app o il database, sulla base del suo legittimo interesse (lettera f). Puoi modificare o cancellare i tuoi commenti; per far rimuovere una segnalazione intera scrivi allo sviluppatore.

Se fai una donazione: il pagamento è gestito dalla piattaforma che scegli tra quelle indicate nella pagina «Sostieni» del progetto, che tratta i tuoi dati di pagamento come titolare autonomo. Lo sviluppatore non vede numeri di carta né credenziali; riceve soltanto quello che la piattaforma gli comunica, di solito il nome visualizzato, l'importo, l'eventuale messaggio e, per alcune piattaforme, l'indirizzo email. Questi dati servono a registrare la donazione, a ringraziarti e ad adempiere agli eventuali obblighi fiscali e contabili (lettere b e c). Il tuo nome compare nei ringraziamenti solo se lo chiedi tu, ed è una scelta che puoi revocare in qualsiasi momento (lettera a). I dati sono conservati per il tempo richiesto dalle norme fiscali e contabili, se applicabili, e altrimenti non oltre 24 mesi dalla donazione.

In nessuno di questi casi i dati vengono usati per marketing, venduti o ceduti a terzi, né sottoposti a decisioni automatizzate o profilazione.

10.3 Statistiche del sito

Il sito del progetto conta le visite alle sue pagine in forma anonima e aggregata, senza cookie e senza salvare l'indirizzo IP, per sapere quali pagine e canali funzionano (legittimo interesse, lettera f).

11. Trasferimenti fuori dall'Unione europea

Lo sviluppatore non trasferisce verso paesi extra UE i dati che usi nell'app, perché non li riceve. I trasferimenti possono avvenire quando sei tu a usare servizi con sede o server fuori dall'Unione: Microsoft, Google, Apple, GitHub, Hugging Face e i fornitori di assistenti AI operano in tutto o in parte negli Stati Uniti. In questi casi il trasferimento è effettuato dal fornitore, con gli strumenti indicati nella sua informativa, per esempio la decisione di adeguatezza della Commissione europea sul quadro UE-USA per la protezione dei dati o le clausole contrattuali tipo.

Per i dati trattati dallo sviluppatore (paragrafo 10.2), un trasferimento può avvenire attraverso GitHub, il fornitore della casella email o la piattaforma di donazione scelta, alle stesse condizioni.

12. Conservazione e cancellazione

I dati sul dispositivo restano finché non li cancelli. Le registrazioni e gli appunti che elimini restano per 30 giorni in «Eliminati di recente», da cui puoi ripristinarli, e poi si cancellano. Per cancellare i dati hai diverse possibilità.

Elimina tutti i dati (Impostazioni → Privacy e informazioni) fa la pulizia completa: scegli «Elimina tutto» oppure le singole voci (profilo e impostazioni, database con insegnamenti, esami e studio, registrazioni e trascrizioni, appunti, libri e materiali copiati nell'app, modelli Whisper, copia locale del database dei corsi, account collegati, cioè il contenuto dell'archivio protetto). Si cancellano anche notifiche pianificate, preferenze, cache e file temporanei. Se lo scegli, l'app elimina anche ciò che ha creato fuori dal dispositivo: le sue cartelle su OneDrive e Google Drive (vanno nel cestino del servizio, dove restano recuperabili per circa 30 giorni) e gli eventi che ha aggiunto al calendario del dispositivo o a Outlook; non tocca mai altri tuoi file o eventi. In OneNote l'app non crea nulla. Dopo, l'app si chiude (su iPhone e iPad la chiudi tu); l'app non si disinstalla da sola: per toglierla usa il sistema (impostazioni del telefono, «App installate» di Windows, Cestino su Mac). L'operazione non si può annullare.

Disinstallare l'app senza passare dall'app: su Android il sistema cancella tutti i suoi dati (l'app non usa cartelle condivise ed è esclusa dal backup di Google). Su iPhone e iPad la disinstallazione cancella i file dell'app ma il portachiavi di iOS può conservare i token: l'app li elimina al primo avvio dopo una nuova installazione. Su Windows il disinstallatore (installatore del sito) apre la schermata di disinstallazione dell'app, dove scegli cosa eliminare. Su macOS trascinare l'app nel Cestino non cancella le sue cartelle (paragrafo 2) né le voci del portachiavi: usa prima «Elimina tutti i dati». In tutti i casi le cartelle nel cloud e gli eventi nel calendario restano finché non li elimini dall'app o dal servizio. Se hai attivo il backup di iCloud o del computer, i dati dell'app possono trovarsi anche in quei backup, che sono tuoi e non accessibili allo sviluppatore.

Se reinstalli l'app e sul dispositivo sono rimasti dati di un'installazione precedente, l'app non li rilegge da sola: chiede se usarli o eliminarli (o ignorarli, per gli appunti nella cartella Documenti del PC).

Account collegati. Scollegare OneDrive o Google Drive da Collegamenti cancella il token dal dispositivo. Per revocare anche l'autorizzazione concessa all'app vai, per un account Microsoft personale, su https://account.live.com/consent/Manage; per un account Microsoft dell'università o di lavoro, su https://myapps.microsoft.com o rivolgiti all'amministratore dell'ateneo; per Google, su https://myaccount.google.com/connections. I file nella cartella «UniNotes» del servizio restano lì finché non li cancelli.

Servizi AI. Le conversazioni e i file caricati negli assistenti si cancellano dalla cronologia del tuo account su quei servizi.

13. Sicurezza

Le misure adottate nell'app sono queste:

Nessuna misura elimina ogni rischio. La sicurezza dei dati dipende anche da te: blocca il dispositivo, tienilo aggiornato e proteggi i file che esporti.

14. Minori

L'app è pensata per studenti universitari, quindi di norma maggiorenni. Non chiede l'età perché non raccoglie dati. Chi ha meno di 18 anni, per esempio chi si iscrive all'università a diciassette anni, può usarla, ma per collegare servizi esterni deve rispettare i limiti di età e le condizioni di Microsoft, Google e dei fornitori di assistenti AI, che sono diversi da servizio a servizio. Lo sviluppatore non tratta consapevolmente dati di minori di 14 anni; se un genitore ritiene che sia successo, per esempio tramite un'email, può scrivere all'indirizzo indicato al paragrafo 1 per farli cancellare.

15. I tuoi diritti

Per i dati trattati dallo sviluppatore (paragrafo 10.2) puoi chiedere in qualsiasi momento l'accesso, la rettifica, la cancellazione, la limitazione del trattamento e la portabilità, e puoi opporti ai trattamenti basati sul legittimo interesse (articoli da 15 a 22 del GDPR). Se hai dato il consenso, per esempio per comparire nei ringraziamenti, puoi revocarlo senza conseguenze sui trattamenti già svolti. Scrivi a uninotes-supporto@googlegroups.com: riceverai risposta entro un mese, prorogabile di altri due solo nei casi complessi previsti dall'articolo 12 del GDPR, e in quel caso ti verrà detto il motivo.

Per i dati sul dispositivo eserciti questi diritti direttamente: puoi consultarli e correggerli nell'app, esportarli in un formato leggibile (Esporta dati, in .json) e cancellarli come descritto al paragrafo 12. Per i dati che hai affidato a Microsoft, Google, Apple, GitHub o ai fornitori di assistenti AI devi rivolgerti a loro.

Se ritieni che un trattamento violi il GDPR puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (https://www.garanteprivacy.it) o all'autorità di controllo del paese UE in cui vivi o lavori, oppure rivolgerti al giudice.

16. Modifiche a questa informativa

Se l'app cambia in modo da incidere sui dati trattati, per esempio con una nuova funzione che si collega a un servizio esterno, questa informativa viene aggiornata prima del rilascio della versione interessata. La data in cima indica l'ultima revisione; le modifiche importanti sono segnalate anche nelle note di versione su GitHub. La cronologia completa delle versioni del documento è consultabile nel repository.

Il testo aggiornato è sempre disponibile su https://github.com/Simo-Magnus/UniNotes/blob/main/PRIVACY.md e dall'app, in Impostazioni → Privacy e informazioni → «Informativa privacy».

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Summary in English

This is a short summary; the Italian text above is the binding version.

UniNotes has no account system, no developer-run server, no analytics, no ads, no tracking and no automatic crash reporting. Everything you enter, record or import stays on your device; the app does not encrypt its database or files itself, so protection relies on your device lock and disk encryption.

The app connects to the internet only to download the public course database from GitHub (it checks meta.json at start-up and downloads your university's file), to download Whisper models from Hugging Face and, on Windows only, whisper.cpp and ffmpeg from GitHub, and to sync with OneDrive (scopes User.Read, Files.ReadWrite, Notes.Read, offline_access) or Google Drive (drive.file scope only: the app sees just the files it created and those you pick with Google's file picker, opened from a static page on the project site that receives a short-lived token in the URL fragment) if you connect your own account. Sync is two-way, also runs in the background, and deletions propagate; the per-device data log in the «Dati» folder is compressed JSON, not encrypted. On Windows, if OneDrive folder backup is on, Windows itself copies the Documents folder (with recordings and notes) to OneDrive. If you turn on the calendar, exams are written to your device calendar or, on Windows, to Outlook through Microsoft Graph. Live text while recording is produced on the device by Parakeet on Windows and on Macs before macOS 26, and by Apple's speech recognizer (SpeechAnalyzer, on the Mac; macOS downloads the language model from Apple) on macOS 26 or later, with Parakeet as a fallback; on phones it comes from the operating system's speech recognizer (on the device where possible, otherwise through Apple's or Google's services) or from Whisper on the device. Refresh tokens are kept in the operating system's secure storage and never included in the app's backups or exports; on iPhone, iPad and Mac the keychain follows Apple's rules for encrypted device backups.

For ChatGPT, Claude, Copilot, Perplexity, NotebookLM and Gemini the app only copies a prompt to the clipboard, opens the service and shows the files to attach: you decide what to send, under that provider's terms. The current version does not call the Gemini API.

The developer (Simone Magnano, GitHub user Simo-Magnus) is a controller only for emails you send, GitHub issues you open and donations you make, and for anonymous, cookie-free visit counts of the project website (not in the app). Lecture recordings contain other people's voices: follow your university's rules, ask the lecturer when required and do not share recordings without consent. You can delete everything, including the app's folders on OneDrive and Google Drive and the calendar events it added, from Settings → Privacy and information → «Elimina tutti i dati» (then remove the app with your operating system), and you may lodge a complaint with the Italian Data Protection Authority (https://www.garanteprivacy.it) or your local authority. Contact: uninotes-supporto@googlegroups.com.